San Valentino, cinismo e velleità

Teglia-per-Pizza-Ferro-Blu-a-Forma-di-Cuore-Cm-32-x-32-x-2-5h-extra-big-981-422

San Valentino è alle porte e molti di voi saranno già pronti a sottoporre il partner ad innumerevoli torture che prevedono l’utilizzo sconsiderato di scatoline a forma di cuore e post su facebook dal dubbio gusto; altri ancora invece saranno pronti ad appendersi all’asta della doccia per porre fine, in maniera estrema e definitiva, alle continue domande inopportune dei parenti sulla vostra disastrosa vita sentimentale.

Quanto a me, ho una vita amorosa paragonabile a quella dell’uccello Nigel

IMG_20180207_220235

Non mi è mai importato niente di San Valentino e non perché “bisogna amarsi tutti i giorni!!11!” ma proprio perché la considero una festa inutile. Preferirei la giornata mondiale della pizza: non sarebbe bello scambiarsi scatole di pizza invece che Baci Perugina? Pensateci.

In ogni caso, voglio narrarvi un episodio tratto da “Le magiche avventure di Anna”. Episodio che mi ha portata a partorire l’ennesimo pensiero geniale e assolutamente degno di attenzione della comunità scientifica.

Qualche giorno fa, mentre camminavo per strada litigando con l’ombrello e la pioggia e i capelli, ho  incontrato una mia conoscente che sta per sposarsi ed è tanto felice, talmente felice che tratta noi altri stronzi abitanti dell’isola della singletudine con compassione, quasi come se fossimo menomati.

Mi ha raccontato dei regali che vuole assolutamente, del vestito, della location (perché anche se chiami “location” la trattoria di nonna Agnese tutto assume un altro colore), di quanto non capisce quelle che sono single per scelta.  Mi ha poi mostrato l’anello, saltellando su un piede e dicendomi con aria compassionevole: “dai, un giorno ne avrai uno anche tu”. Io le ho detto che avevo di meglio e le ho mostrato con orgoglio la pistola a pallini che avevo appena comprato. Mi ha guardata come se dalla borsa avessi estratto un enorme pollo parlante. Mi sono sforzata oltre l’inverosimile per non ridere.

Ora, io non sono una di quelle che gioca a fare la cinica perché fa figo né tantomeno una fanatica della teoria svedese dell’amore* ma volevo dire che, ad oggi, sarebbe bene iniziare a celebrare anche i single. E con questo non intendo screditare le coppie, assolutamente, visto che anche io ho le mie fantasticherie costituite al 90% dalle deviazioni donatemi dai romanzi di Nicholas Sparks e per il restante 10% da Ryan Gosling. Trovo tuttavia ingiusto che il diritto all’autocelebrazione sia riservato  unicamente a coloro che  si sposano.

Se infatti uno va via di casa, lavora e finge di essere una persona responsabile, nel migliore dei casi si sente dire “era l’ora”, nel peggiore dei casi gli viene augurato di sposarsi presto e anzi, ci si aspetta proprio che prima o poi lo faccia. E, in tutto ciò, non si ha diritto a niente perché single equivale a solo e solo equivale a poveroscemo.

Gli accoppiati godono di privilegi non indifferenti. Ho dunque deciso di procedere con un’iniziativa di legge popolare che renda valido il matrimonio con se stessi perché, signori, celebrare un matrimonio con la propria persona ha i suoi vantaggi: vai con la lista!

1) Festa con open bar a carico dei parenti ma senza il timore di vomitare sulle scarpe del partner

2) Il viaggio di nozze, ma senza l’inconveniente del litigio sulla destinazione

3) I regali, che consentono di evitare il male di vivere delle domeniche pomeriggio da Ikea

4) Possibilità di poter cagare il cazzo a tutti per un giorno perché “la sposa sono io”

5) L’open bar

6) Il pranzo infinito con i parenti che compiono gesta ai limiti della cronaca nera

7) Il congedo matrimoniale

8) L’assenza di sesso è giustificata dall’assenza di un partner e non da un “scusami ho mal di testa”

9) Ancora l’open bar

10)  La relazione con se stessi è l’unica che dura veramente fino alla morte.

 

*La teoria svedese dell’amore è il titolo di un film-documentario. Tale teoria dice che ogni rapporto umano autentico, libero da condizionamenti materiali e psicologici, si deve basare sulla sostanziale indipendenza delle persone. Indipendenza che, nella maggior parte dei casi, sfocia poi in una atroce solitudine.

Guardatevi il film e deprimetevi anche voi.

 

 

 

 

 

Annunci

17 pensieri su “San Valentino, cinismo e velleità

  1. Ti sei dimenticata dell’open bar! Alla notizia dell’uccello mi sono scompisciato. 😉 forse sono anche io un Nigel anche se ultimamente mi sento più un Nick Miller:  Non sono bravo a fare il fidanzato. Io sono quello con cui passi sempre più tempo finchè non incontri tuo marito.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...